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La figura maschile educante: crescere padre

La figura maschile educante: crescere padre 15 Marzo, 2013Leave a comment

Laura Carissimi nasce a Bergamo nel 1982. Consegue laurea triennale in scienze dell’educazione nel 2006 e la laurea specialistica in "Consulenza pedagogica e ricerca educativa" nell'anno 2011. Dimostra interesse per il mondo dell'infanzia sin dai suoi 13 anni, quando ancora ragazzina offre la sua collaborazione come baby sitter e ripetizioni. Catechista ed educatrice per oltre 10 anni presso la parrocchia di Presezzo (BG) per la fascia d’età 6-14 è referente presso la "Consulta Giovani" del paese, organizzatrice di feste ed animatrice. Ha svolto il Servizio Civile Volontario promosso da "Associazione Mosaico" di Presezzo, interessandosi alla pubblicazione del progetto sul sito comunale. È coordinatrice pedagogica e formatrice per corsi riguardo problematiche scolastiche, puericultura, assistenza pre-post parto e maternità naturale. Ha coordinato progetti ed equipe educative per "Lavorare insieme", Cooperativa Sociale a.r.l. Laura Carissimi la trovi su facebook http://www.facebook.com/laura.carissimi.14 e twitter @LauraCarissimi

figura paterna

figura paternaOggi non esiste più un forte ruolo maschile, come poteva essere solo qualche decina d’anni fa. Da una parte verrebbe da dire “per fortuna” (LEGGI Il papà di oggi non è più lo stesso), visto che il modello seguito si ispirava al “padre-padrone”, ad un uomo da rispettare a prescindere ed al quale obbedire senza nulla chiedere. Sicuramente, però, quest’uomo era ben presente e nessuno poteva dire il contrario. Con i propri metodi educativi poco ortodossi, probabilmente alcuni ricorderanno ancora la cintura del padre, con la scarsa propensione al dialogo, ma i suoi figli sapevano obbedire e stavano esattamente dove venivano messi.

Ovviamente oggi si spera che gli stili educativi si siano evoluti (LEGGI I bambini e le buone maniere)e non sia più necessaria alcun tipo di violenza (LEGGI Come educare i bambini senza dover "usare le mani"), però, a volte, sembra che anche l’uomo, educatore maschile, si sia perso nel percorso e non sia riuscito a mantenere l’importanza che, invece, dovrebbe avere in ogni famiglia. Tutti i bambini, maschi e femmine, hanno necessità di avere dei riferimenti familiari, che rappresentino le figure materna e paterna.

I bambini hanno bisogno del papà quanto della mamma

Ovviamente la madre ha un ruolo predominante, soprattutto nei primi anni di vita, dovuto a maggiori necessità di accudimento dei piccoli e a una facilità burocratico-legislativa, nel gestire permessi e congedi per maternità, dovuta ad una cultura e mentalità occidentali. Proprio questa cultura ha predisposto, storicamente, i ruoli, in maniera tale che alla madre spettasse la figliazione e l’educazione dei piccoli, e al padre il mantenimento economico insieme ad un ruolo normativo. Questo, purtroppo, a discapito delle reali necessità dei bambini, che avrebbero, in realtà, bisogno di pari attenzioni da parte di entrambi i genitori.

 

Così accade, a volte, che i riferimenti presi a modello dai bambini non siano soltanto i genitori, ma anche i nonni, gli zii, insegnanti carismatici, ed altri esempi che incontrano durante il proprio cammino. Ciò non è dannoso, soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando, in cui alcuni padri sono costretti ad assentarsi da casa per molte ore al giorno, oppure per l’intera settimana, per mantenere adeguatamente il nucleo familiare, a volte destreggiandosi tra più di un lavoro.



In questi casi il ruolo maschile può essere, in parte, arricchito dalla presenza di altre figure di riferimentoche possano ascoltare e consigliare i bambini quando il papà è lontano. Ovviamente una situazione del genere non può protrarsi a lungo, altrimenti incrinerebbe i rapporti con il genitore mancante.

Oggi molti padri si nascondono dietro il loro dovere, perché sentono l’incapacità di essere veramente padri ed “addossarsi” la responsabilità dell’educazione dei figli, che vedono come una pesante incombenza, con la quale non sanno destreggiarsi adeguatamente. Che l’assenza sia dovuta a necessità familiari contingenti o timore di commettere errori, è bene che il padre trovi il tempo per fare ciò che i figli si aspettano da lui, e di cui hanno un gran bisogno, anche occasionalmente, se non nel weekend.

 

Tutti sbagliano, anche i genitori migliori e più preparati, non dev’essere certo quello a frenarvi. Tutti i bambini, però, nel bene e nel male, si ricordano di aver avuto a fianco qualcuno che li ha trattati con affetto, con amore, dedicando loro del tempo e delle attenzioni.

La "festa dei figli" oltre alla festa del papà

A breve arriverà anche la festa del papà, e i bimbi prepareranno sicuramente qualcosa di bello per tutti i loro papà (coloreranno disegni, prepareanno ricette con piatti tipici, lavoretti, biglietti di auguri e reciteranno poesie). Sarebbe carino che anche i papà decidessero di abbinarvi una “festa dei figli”, dedicando qualche ora alle attività che i bambini desiderano, cercando di rinsaldare quel legame che la mamma, da privilegiata, ha biologicamente, e che un papà deve, al contrario, conquistarsi giorno per giorno.
Ricordatevi, papà, che i vostri figli hanno bisogno di sentirvi presenti e vicini, di capire dove siete e cosa state facendo quando non siete con loro, di sapere che li stimate e li amate anche se non avete sempre il tempo che vorreste. A volte è più importante dedicare qualche minuto a spiegare ai figli cosa vi piacerebbe fare con loro, e cosa fate in concreto, perché comprendano la necessità della lontananza, perché possano prendere come esempio la dedizione con cui cercate di farli vivere “bene”, in una famiglia serena e dalle solide basi. Questo non deve diventare una scappatoia per non doversi prendere le proprie “responsabilità”, che poi sono onori piacevoli e non oneri gravosi. I vostri figli sapranno, così, che li amate tanto, che magari non li conoscete benissimo, ma che avete tanta buona volontà, e i bambini riconoscono sempre la sincerità di parole dette con il cuore.

Laura Carissimi nasce a Bergamo nel 1982. Consegue laurea triennale in scienze dell’educazione nel 2006 e la laurea specialistica in "Consulenza pedagogica e ricerca educativa" nell'anno 2011. Dimostra interesse per il mondo dell'infanzia sin dai suoi 13 anni, quando ancora ragazzina offre la sua collaborazione come baby sitter e ripetizioni. Catechista ed educatrice per oltre 10 anni presso la parrocchia di Presezzo (BG) per la fascia d’età 6-14 è referente presso la "Consulta Giovani" del paese, organizzatrice di feste ed animatrice. Ha svolto il Servizio Civile Volontario promosso da "Associazione Mosaico" di Presezzo, interessandosi alla pubblicazione del progetto sul sito comunale. È coordinatrice pedagogica e formatrice per corsi riguardo problematiche scolastiche, puericultura, assistenza pre-post parto e maternità naturale. Ha coordinato progetti ed equipe educative per "Lavorare insieme", Cooperativa Sociale a.r.l. Laura Carissimi la trovi su facebook http://www.facebook.com/laura.carissimi.14 e twitter @LauraCarissimi